La vicenda riguarda una docente alla quale il Tribunale di Roma aveva riconosciuto il diritto alla Carta per quattro annualità, per complessivi 2.000 euro, oltre interessi. Nonostante il passaggio in giudicato, il Ministero non aveva dato esecuzione alla decisione. È stato quindi necessario promuovere un giudizio di ottemperanza davanti al TAR per ottenere l’attuazione del diritto già riconosciuto.

La difesa è stata curata insieme all’avv. Claudio Zaza. Il ricorso si inserisce nell’ambito delle centinaia di giudizi sulla Carta docente curati dal nostro Studio, sia per il riconoscimento del beneficio davanti al giudice del lavoro, sia per l’esecuzione delle sentenze davanti al giudice amministrativo.

Il TAR Lazio, Roma, Sezione Terza, ha accolto il ricorso e assegnato al Ministero 60 giorni dalla notificazione della sentenza o, se anteriore, dalla sua comunicazione per adempiere. Ha inoltre nominato un commissario ad acta che, in caso di ulteriore inadempimento e previa richiesta della ricorrente, dovrà provvedere nei successivi 60 giorni. La domanda di penalità di mora è stata invece respinta in questa fase.

Il passaggio centrale della motivazione riguarda le conseguenze dell’inerzia amministrativa. Il Collegio richiama il notevole numero di ricorsi analoghi e rileva una criticità persistente: il Ministero non esegue neppure le sentenze definitive del giudice ordinario, rendendo necessario un ulteriore giudizio per ottenerne l’attuazione. A questo si aggiunge l’esposizione dell’Amministrazione al pagamento di nuove spese processuali nelle controversie che la vedono soccombente.

Per queste ragioni, il TAR dispone l’invio della pronuncia alla Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti, per quanto di eventuale competenza, e all’Organismo Indipendente di Valutazione del Ministero. La trasmissione è prevista espressamente anche nel dispositivo.